Settimane di studio e lavoro tengono distanti da pubblicazioni regolari sul blog. Un peccato… ma sfrutterò la pausa di una settimana dalle sessioni per tirar fuori qualche tema più avvincente.
Avevamo lasciato i nostri eroi impegnati ad addomesticare un draco. L’impresa – apparentemente sconsiderata – aveva ottenuto un successo insperato (anche se non ottimale), con conseguente leccata di muso da parte del draco. Costui, infatti, un poco più tono della media, aveva dimostrato affetto per Tyra, l’abile runista del gruppo, sbavando sul suo volto tutto l’affetto possibile.
Il fulcro della ripresa è stato il padre del ragazzino che era giunto in paese a chiedere aiuto; a quanto pare, il draco l’aveva solo fatto cadere dal tetto, senza volerlo davvero aggredire. Una volta a terra esanime, inoltre, la creatura alata aveva svolto un ruolo quasi di guardiano nei suoi confronti, evitando di nutrirsene. Durante il dialogo, è Altair a notare la sella con staffa rotta e, grazie a dei sensi particolarmente addestrati, a rinvenire una scaglia non appartenente al draco incastrata nella struttura. A questo punto, la capacità di dialogare con la creatura poteva essere un elemento vincente… e non essendoci nessuno in grado di proferir parola in draconico, la differenza è stata fatta da Nikademus, che ha operato un validissimo rituale; la CD 35, però, necessaria per parlare linguaggi oscuri, è stata raggiunta solo grazie alla collaborazione di tutto il gruppo. Dopotutto, al 3° livello non si può davvero pretendere troppo.
Il dialogo con il draco, oltre a rivelare che non è proprio tra i più astuti esemplari della sua razza, porta alla luce alcune informazioni riguardanti il suo cavaliere; chiarito che si trattava di un dragonide, emerge anche che i due erano “in missione” per conto di un qualche centro di potere che coordina gli sforzi e i movimenti dei drachi dalla cima del picco che si staglia sul villaggio. Millecinquecento metri di ascesa verticale, praticabile quasi esclusivamente via draco, un’impresa anche discendere a causa delle correnti fortissime… e un pericolo notevole, qualcosa di spaventoso, dal quale il draco vuole tenersi ampiamente alla larga. Con le sue indicazioni i prodi PG hanno rinvenuto il cadavere del draconico, precipitato da una cinquantina di metri durante il volo, sfortunatamente atterrato su una radice e in pessime condizioni; breve perquisizione e conferma della presenza shaarian in zona… niente di nuovo.
La sessione è poi proseguita con una grande festa di villaggio: tra alcool, balli, danze e racconti, Ghealdan ha pure “concluso” con una giovane pastorella locale, per niente inesperta… l’unico a dedicarsi seriamente all’opera di rimorchio, dopotutto.
Il risveglio mattutino ha gettato nuovo scompiglio sul gruppo: un manipolo di ragazzini, esagitati dall’impresa degli “eroi” (ma quali eroi…), ha deciso di imitarli e si è lanciato nel bosco a inseguire un draco ferito. Gli eroi, tornati nei loro panni (ma a stomaco vuoto), hanno seguito questi giovani prodi senza testa e scovato la piccola battaglia che stavano conducendo contro una creatura già ferita a morte, o quasi. Non è stata una scena particolarmente apprezzata dagli eroi: ciascuno per i suoi motivi, tutti hanno rintuzzato i giovani fanciulli e cercato di salvaguardare la vita del draco o, quantomeno, la sua dignità. Questa seconda sfida di abilità si è rivelata sicuramente più complicata e meno immediata (sarà che Shear’vis ha avuto la tentazione di dare delle spadate di piatto ai ragazzini?), ma ha dato anche buone soddisfazioni. Dal draco, ormai in fini di vita (emorragia interna) i Pg hanno ricavato l’importante informazione di un grande pericolo che si anniderebbe sulla cima del Picco. Una conferma di quanto già sospettavano.
Tra una conferma e un dubbio, la necessità di seguire il ragazzino e di salvare il villaggio – due vie che sembrano sovrapporsi, almeno fin qui – l’hanno vinta su ogni renitenza; anche se Nikademus non si fida delle sue capacità di scalatore, il gruppo intraprende la lunga ascesa, risalendo il picco per sette ore. Il mago tiefling, invece, riesce a convincere il draco del giorno precedente a portarlo fin quasi alla cima, in modo da risparmiare ai compagni di avventura pericolosi errori.
Il gruppo, così, si riunisce su una piccola piazzola, a un centinaio di metri dalla cima e di fronte a una profonda e cupa grotta.
Cosa li attenderà al suo interno? E cosa troveranno una volta sulla cima?
Questa settimana la sessione salterà; penso che ne approfitterò per dare sfogo a qualche post che tengo “in caldo” da un po’ di tempo. E, grande notizia, oggi ho ordinato Legend of the Fige Rings . quarta edizione. Spero che sia curata quanto la precedente… e arriverà a metà luglio.

