Category: Altri GdR


Il GdR nell’era del web

Giocare di ruolo è un’occupazione estremamente antica, anche se codificata solo nell’ultimo secolo, quantomeno per come noi lo conosciamo oggi. Non mi dilungherò su questo perché, dopotutto, non sono uno storico dei giochi né, tantomeno, un sociologo.
Parlerò, però, per qualche riga dei giochi di ruolo passati al web e, come tali, sperimentati da me.

Ora, le forme che il GdR ha preso sulla rete sono molteplici e veramente diffuse; alcune le ho sperimentate, altre, francamente, le ho evitate con accuratezza.

Tra le mie sperimentazioni trova posto ampissimo Star Trek: Genesis, un GdR via chat ambientato nell’universo di Star Trek, una delle mie grandi passioni. Gioco su Genesis da almeno quattro anni e, devo dire, è stata un’ottima esperienza. Ho avuto modo non solo di interpretare un personaggio dall’accademia al grado di Comandante (con tanto di incarico da primo ufficiale), ma anche di incontrare e conoscere persone nuove, magari sparse per l’Italia – e non solo – con le quali, pur virtualmente, si sono stretti un po’ di legami. Effettivamente, dimensione centrale del web e di queste interazioni ludiche è la conoscenza; senza passare a fare il sociologo, è indubbio che questi “luoghi” di contatto siano fucine di relazioni, per quanto mediate – e a volte falsate – dal mezzo web. Genesis è stata la mia primissima esperienza di lungo termine sul web, forse l’unica, e per questo risulta molto difficile staccarsene anche quando, razionalmente, il tempo e la disposizione dei tempi si modificano e rendono più difficile seguire il gioco; diciamo che c’è sempre l’obiettivo, la speranza e il tentativo di riarrangiare queste tempistiche serali per tornare a giocare con i vecchi ritmi (e forse è davvero dietro l’angolo…).
Cosa mi è piaciuto di Genesis? Quantomeno due cose: l’ambiente e la struttura. Il primo è fondato su un’atmosfera di sano divertimento; certo, in questi anni abbiamo assistito a scenette davvero pietose, con vere e proprie “lotte di potere”, ma i problemi sono sempre prontamente rientrati e l’amministrazione ha sempre reagito con prontezza e decisione, anche al suo interno. Non penso proprio che potrei lamentarmi o aspettarmi di meglio; da racconti di amici che hanno provato altre esperienze, certi apici raggiunti su Genesis sono la prassi quotidiana di convivenza… e non mi meraviglio, allora, che in questi luoghi il turn over, soprattutto alla base, sia fortissimo. Genesis è un luogo tranquillo, di sano divertimento e vero e proprio “ludus”: certo, risente oggi delle nuove potenzialità del web che sempre più si allontanano dall’interazione esclusivamente via chat, ma anche questo ha il suo fascino. Fascino che, appunto, conduce al secondo elemento favorevole: una struttura semplice e lineare che, a discapito di quanto fa oggi il web, punta sulla fantasia dei giocatori e sulla loro immaginazione piuttosto che su un’immediata visualizzazione. Per me che ho un culto dell’immaginazione e non dell’immagine… è un fattore enormemente positivo. Qualcuno obietta che il puro sistema di chat è ormai vecchio e passato: innegabile. E’ però anche uno strumento eccellente per narrare una storia. Dopotutto, le migliori esperienze di gioco di ruolo sono quelle dell’immaginario, non quelle del supporto tecnico-visivo, e non sarà la WotC a convincermi del contrario. Su una struttura di pura e semplice chat, in definitiva, mi sono trovato benissimo e tale struttura non ha potuto che veicolare al massimo la mia fantasia. Dopotutto, è buona parte del divertimento di un GdR! E, per inciso, i vulcaniani sono decisamente i migliori, soprattutto se membri del JAG!

La seconda esperienza – un po’ meno duratura – è quella su un forum di simulazione politica: gdr.Italia. Qui il mio cabotaggio è decisamente di minor corso, ma ha fornito esperienze e stimoli sufficienti per portarlo come esempio, come riflessione e, tutto sommato, per caratterizzare un poco la mia esperienza ludico-virtuale, considerando che gioco da più di sei mesi.
La struttura del forum, per un GdR, mi era completamente nuova, ma lo stimolo della simulazione politica mi intrigava; tenendo conto che lì si sono liberati dello Psiconano malefico (ma non dei suoi sgherri…), mi suonava come un’esperienza divertente e stimolante. Ok, innegabile, lo è stata e lo è tutt’ora. C’è qui, però, molta più confusione rispetto ai crismi ai quali sono abituato dai miei dodici anni di GdR; capisco che il giocare al tavolo faciliti, che la conoscenza personale veicoli meglio, che lo strumento forum non sia dei più adatti… però certi eccessi e certi problemi andrebbero risolti a prescindere e potrebbero essere risolti. Un problema squisitamente originario è quello di un’amministrazione volutamente “debole” e modellata su una struttura democratica; da questo intoppo non se ne esce e, tutto sommato, ha i suoi pregi. Ha anche – però – enormi difetto quando ci si rende conto che molti dei partecipanti hanno una costante confusione tra il gioco e la vita reale. La maggior parte dei giocatori, infatti, incarna un alter ego molto aderente alle istanze e posizioni personali dei giocatori stessi (incredibilmente ho conosciuto dei pidiellini convinti, quelli che a Savona si nascondono e non hanno il coraggio di dire “io voto il Male!”… sono tra i primissimi ed è stata un’esperienza piacevole e interessante, senza sarcasmo. Ne nasce addirittura un sano confronto) e questo comporta una politicizzazione forzata anche dell’amministrazione; i giocatori votano, per fare un esempio, l’amministratore in base al partito di appartenenza e non, come dovrebbe essere, per le sue capacità e la sua neutralità dell’organizzazione del gioco. D’altro canto, questo è ancor più calcato dal fatto che non di rado alcuni amministratori agiscano – nel loro ruolo – in favore del partito del proprio personaggio. Non celo che, all’inizio, la cosa mi ha sconcertato. E’ come se io, master su Genesis, favorissi volontariamente i personaggi vulcaniani perché hanno le mie stesse orecchie. Non riesco proprio a immaginarlo (al di là del comune e inevitabile errore umano e parzialità involontaria, un minimo comune multiplo che tutti accettiamo nell’altro quando ci fa da arbitro). Da qui una fortissima confusione tra il Gioco e la Realtà, che caratterizza alcuni giocatori (uno in maniera eclatante!) e che spesso porta davvero il gioco a finire a bagno. Potrei dire che ci sarebbero delle soluzioni, ma la monarchia illuminata è sempre un rischio e la democrazia, pur non perfetta, può essere migliore. Forse. Infatti, è purtroppo esperienza comune la constatazione che sul web la democrazia funzioni pochissimo (infatti Genesis non è democratico, in questo senso: ci sono delle regole, se ti piacciono gioca pure, se non ti piacciono… il tasto di log out è lì sulla destra. E se le violi il tastino del ban è sempre caldo…) e dimostri tutti i suoi limiti proprio a causa del mezzo. La convivenza, dopotutto, necessita di regole…
Prima che vi chiediate “cosa ci giochi a fare?”, è sicuramente il caso di mostrare anche gli aspetti positivi di gdr.Italia. In primo luogo, è un gioco divertente: da modo di sperimentare qualcosa di interessante, di confrontarsi con altre persone – in gioco e fuori gioco – su temi di stringente attualità, fa in modo che si possa osservare da vicino la riflessione anche di chi non condivide la tua stessa idea e visione politica. Essenzialmente, poi, il gioco funziona: a lederlo è appunto la scarsa o nulla distinzione tra gioco e realtà che certi utenti usano come arma interna al gioco. Si, un atteggiamento ridicolo… ma inevitabile. D’altronde, è impossibile non levare un plauso a chi il gioco l’ha creato e, nonostante insulti, attacchi, stress e quant’altro (si, nuovamente ridicolo che si facciano certe cose per un gioco…) continua a mandarlo avanti seguendo una linea seria, sicura e funzionale: posso non condividerla appieno ma provo un enorme rispetto per costoro.

Ci sarebbero altre esperienze, tra cui il play by e-mail… ma per stanotte vi lascio in pace; è stata una lunga creazione quella relativa a questo post, durata quasi venti giorni. Domattina verso le undici comparirà sul blog e, finalmente, sarà disponibile a tutti. Spero che le due utenze – Genesis e gdr.Italia – non si sentano in qualche modo lese per le opinioni (personalissime) espresse; giocare con loro è stata un’esperienza ottima e spero di continuare a lungo.
Se qualcuno voleva che tirassi le fila del discorso… dovrà accontentarsi. A parte l’ora improbabile, non so quante fila ci siano da tirare; parliamo di giochi e di giochi ci divertiamo… direi che è sufficiente così. L’unico parere serio e composto che dò è: non rinunciate mai a una sessione al tavolo da gioco, con patatine, coca cola e, soprattutto, amici; nessun supporto digitale può darvi altrettanto!

Qin! (parte prima)

Chi mi conosce – o anche solo chi legge i miei post suoi vari forum – sa che non gioco solo a D&D, tutt’altro.
Attualmente, dopo un anno di Maghi davvero sudato ma in fin dei conti affascinante, ci siamo dedicati al tanto atteso Qin: I Regni Combattenti, portato in Italia con una localizzazione impeccabile da Asterion Press.

La copertina di Qin: I Regni Combattenti

Qin è ambientato nell’era dei Regni Combattenti; parliamo della Cina del III° secolo a. C., secondo il nostro calendario, un periodo turbolento e feroce, ma anche culla dell’enorme civiltà cinese che caratterizzerà i millenni successivi di quello che noi consideriamo l’Estremo Oriente, il Far East.
Ci sarebbero moltissime cose da dire su Qin e spero di poter dedicare parecchio spazio a questo gioco; mi piace, mi diverto ed è davvero ben fatto. Andrò, quindi, per punti e cercherò di non dire tutto in questo primo post, in modo che ci sia spazio e tempo nei prossimi.

Il sistema:  l’ambientazione antica è filtrata attraverso miti, leggende e magia dell’epoca. Il mondo di Qin è costellato di eroici cavalieri, i Wu Xia, di padroni delle energie interne dei Tao, di praticanti della magia spirituale. La magia è una forza chiara e presente, come lo è l’energia interna che governa i Tao e che rende i personaggi giocanti dei veri eroi: il Chi, quel che differenzia un eroe da un popolano.
Il sistema è semplice ed efficace; riesce a unire un accesso ideale, un’immediatezza di impiego e una fusione “filosofica” con il gioco che stacca di numerosi punti la maggior parte dei giochi di ruolo al momento sul mercato. Tutto si basa sul tiro di due d10: si compie poi la differenza tra le due cifre e il valore assoluto del risultato è aggiunto alla somma di tratto più talento (abilità)- la soglia comune da raggiungere è 7. L’uscita di un numero doppio comporta un successo automatico (critico) e, numericamente, l’aggiunta del numero comparso alla somma di tratto e talento (nel caso serva comunque determinare il risultato).  I tratti, poi, prendono il nome dai cinque elementi orientali: Legno (mente), Fuoco (sociali), Ferro (forza fisica), Acqua (agilità) e Terra (equilibrio e forza spirituale).
Insomma, è un sistema originale, ben fatto, equilibrato e funzionale. L’aspetto molto positivo è che… funziona davvero e funziona bene. Sistemi ne ho provati moltissimi in questi anni; si passa da quelli veramente scadenti a quelli fallati e matematicamente instabili (vedi WoD); da quelli belli ed eleganti ma complessi, a quelli semplici ma riduttivi (vedi Cthlhu). Qin ha un sistema ce funziona e che rispecchia perfettamente il gioco; non troppo dettagliato come D&D o Rulemast… ehm, Rolemaster, non del tutto in mano al narratore di turno come il vecchio Mondo di Tenebra, non accoppiato a numeri di difficile considerazione come il d100, il sistema di Qin tiene alta la tensione, gestisce con semplicità ogni fase del gioco e lascia, comunque, spazio alla narrazione e alla descrizione, evitando forzature (vedi Exalted) e cali di attenzione.
Insomma, davvero solido e bello; il combattimento, poi, è rapido, divertente, efficace, centrale… e mai monotono. Non c’è noiosa attesa e tatticismo esasperato nella scelta del “potere” di turno; scorre fluido, con azioni rapidissime, risolte in un istante… e molto movimento.

Giudizio iniziale: ottimo gioco, ottimo sistema.  Mi piace.
Vi racconterò anche della nostra campagna, al momento un po’… furtiva, appena ritornerò sull’argomento Qin. Oggi c’era necessità di sintesi, ma vedrò di distendermi un po’ di più nelle prossime occasioni, tranquilli.
Voi, nel frattempo, meditate…

…e chiedete!

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